domenica 21 agosto 2016

Sugar and fat taxes: are they worth it?

Overweight may be the worst pandemic of our century: almost 2 billion adults worldwide, 600 million of them technically obese.
As the economy developed, westerns accessed to a wide range of products, from the television to the industrial food, cheap and fat-rich. Furthermore, traditional industrial labour-based sectors declined, while services rapidly grew. This transition influenced lifestyles, which became sedentary, and reduced time for parents, who could not look after children anymore. Youngsters generally dislike timetables and so few decided to practice a sport, preferring watching television.
This negative feedback has dramatically skyrocketed during the last ten years, following the information technology revolution which offers more attractive electronic devices. At the same time, unhealthy food is still sold and consumed.

Fortunately, many countries figured out that children overweight could become potentially the worst socio-economic problem ever. Therefore, unhealthy food has been banned from schools in the UK, as well as some countries such as Hungary or Mexico are taxing fizzy beverages.
Are you sure to drink them again?
Obese children will surely suffer from several diseases, which are quite costly to cure for the healthcare system and could damage the entire society. For instance, many of them will suffer for either heart problems or cancer, some before the age of 30.

But let me get straight to the point: why do not we tax sugar drinks and fat food as we tax cigarettes or alcohol? Following the idea that overweight and obese people are crowding hospitals due their weight-related health problems, pigouvian taxes would be one of the most effective (and let me add “equal”) measures our governments could take. What is a pigouvian tax? It is an old concept of microeconomics: some goods could have side effects for the whole society, thus the optimal quantity is below the actual production. How can regulators reduce it? Taxing these goods[1] in order to increase marginal costs and making the supply-side produce less. As far as I am concerned, increasing VAT (Value Added Tax) for sugar drinks and junk food would be the fastest application of pigouvian principles: this new source of income should be spent in sport facilities and health education.
However, taxation cannot resolve overweight problems. First of all, economists could not be helpful as other specialists in many fields: different approaches are needed (food education, wellness culture…). Furthermore, the regulators should verify pigouvian taxes validity through econometrical tools: without econometrics, economics is all but concrete.
An easy graphical example of negative externality: it has been solved through pigouvian taxation.






[1] Fizzy drinks and junk food in general seem to be elastic goods, thus a small price variation causes a relatively wide demand variation.

mercoledì 17 agosto 2016

Mobilità sociale e tassazione del flusso successorio

Breve riflessione su reddito di cittadinanza e successioni


Negli ultimi anni molte discussioni in ambito socio-economico si sono incentrate sulla necessità o meno di fornire ad una fascia consistente della popolazione un sostegno al reddito. La graduale trasformazione delle economie dei paesi sviluppati in catene del valore aggiunto basate sulle competenze informatiche (o più in generale su manodopera qualificata e specializzata) impone una profonda revisione del welfare state. Il sostegno al reddito sarebbe necessario per arginare gli effetti recessivi, dal punto di vista dei consumi, della cosiddetta disoccupazione tecnologica, causata dalla riduzione della forza lavoro necessaria per produrre i beni di consumo. È opportuno sottolineare l’importanza del vocabolo “sostegno”: sono lungi dal riferirmi ad un reddito universale sostanzioso (recentemente respinto dagli svizzeri con un referendum), bensì mi riferisco ad un sostegno intermedio tra tale reddito ed un comune sussidio di disoccupazione e/o malattia. Lo stato disastroso dei bilanci degli stati impone la necessità di cambiamenti graduali, sia su questo versante sia su quello delle pensioni: il sostegno al reddito rappresenta quindi la scelta più razionale nel medio periodo.

Basta un sostegno al reddito per risolvere ciò che possiamo definire la questione sociale del nuovo millennio? Assolutamente no. Il magistrale lavoro di Thomas Piketty, Il capitale nel XXI secolo, mette in evidenza il rischio della trasformazione del capitalismo da sistema dinamico ed “anti-dinastico” per eccellenza in uno squallido aggregato di famiglie immensamente ricche, privo di qualsiasi sorta di mobilità sociale. Il concetto è semplice: la ricchezza non umana si autoperpetua ed in un periodo storico caratterizzato da bassa crescita economica tale ricchezza risulta essere causa di un aumento vertiginoso delle disuguaglianze patrimoniali. Come porre un freno a tutto questo? È evidente che negli ultimi trenta anni, sotto l’ondata entusiasta delle (male interpretate) dottrine neoliberiste, la tassazione successoria è stata praticamente azzerata in tutto il mondo, proprio quando i flussi successori iniziavano ad essere consistenti quanto durante la belle epoque. L’invecchiamento della popolazione e gli ingenti patrimoni accumulati durante la seconda metà del XX secolo rendono sempre più importante il capitale ereditato, a discapito dei redditi da lavoro percepiti durante l’intera vita. Una misura imprescindibile anche nel breve periodo è data dal ritorno ad una tassazione consistente delle successioni: l’imposta globale progressiva sul capitale appare ad oggi di difficile realizzazione, dato che gli organismi internazionali risultano incapaci perfino di regolare l’elusione fiscale e a maggior ragione si dimostrerebbero inadatti ad imporre una tassazione globale unificata. La tassazione dei flussi successori appare piuttosto semplice ma nasconde diverse insidie, prima fra tutte la presenza di società “di famiglia” se non addirittura di holding, soggette a norme differenti in materia successoria rispetto alle persone fisiche. Nonostante ciò, il diritto internazionale è strutturato in modo tale da permettere di tassare efficacemente anche le quote societarie: una vigorosa azione governativa permetterebbe di riportare a livelli più equi l’inesistente tassazione successoria.
La dinamica del rapporto capitale/reddito in Germania, Francia e Regno Unito tra 1870 e 2010: è evidente la straordinaria accumulazione di ricchezza dal dopoguerra in avanti